Forte Vezzena (Spiz Verle) – Passo Vezzena

Forte VezzenaDifficoltà escursionistica Itinerario panoramico Itinerario storico - Grande Guerra Itinerario estivo

Regione: Trentino Alto Adige.
Luogo: Prealpi Venete / Prealpi Vicentine / Gruppo degli Altipiani / Altopiano dei Sette Comuni.
Partenza: Parcheggio (40 posti) al Rifugio Vezzena a 1428 m.s.l.m, situato sull’omonimo passo e raggiungibile da Asiago, prendendo la Strada Provinciale 349 per Camporovere, la quale attraversa tutta la Val d’Assa, giungendo all’Altipiano di Vezzena e al passo (45°57’26.49″N 11°19’39.98″E).
Disponibilità di parcheggio: Alta, circa 40/60 posti anche lungo la Provinciale; estremamente affollato in stagione (luglio-agosto).
Difficoltà percorso: Escursionistica.
Motivazioni: Panoramiche / Storiche – Grande Guerra.
Quota massima: Forte Vezzena a 1908 m.s.l.m.
Tempo percorrenza: 1h e 40 m. (sola andata).
Dislivello: 480 metri.
Pendenza media: 7,6%
Lunghezza percorso: 6,3 km. (sola andata).
Neve/Ghiaccio: Nei periodi invernali e primaverili (dicembre-maggio).
Periodo consigliato: Estate.
Ultimo sopraluogo: 03/08/2013
Visualizza su Google Maps

barra2

Consigli: Si suggerisce l’escursione al Forte Vezzena nel periodo estivo, preferibilmente in giornate terse, poiché il panorama che esibisce spazia a 360°; impressionante su tutto è il dislivello di 1300 metri sulla Val Sugana sottostante. Questo itinerario è apprezzato, grazie alla sua moderatezza, non solo dagli escursionisti ma anche dai ciclisti; bisogna però tener conto della sua estensione: ben 6,3 km. sola andata. Sebbene non manchino i posti auto, volendo anche ai margini della provinciale, se si arriva troppo tardi alla mattina si incorre nel rischio di non trovare spazio, specialmente in stagione (luglio-agosto); il territorio dei Sette Comuni è difatti molto affollato da turisti, escursionisti, ciclisti e raccoglitori di funghi, nonché centro importante per le vicissitudini storiche della Grande Guerra, culturali e gastronomiche.

Il percorso: Si parte nei pressi del Rifugio Vezzena a 1428 m.s.l.m. (vedi punto su mappa 1) e ci si incammina per la strada asfaltata sulla sinistra, in direzione nord, superando il ristorante Baita al Verle e la Chiesetta di San Giovanni Battista. Questo tratto di stradina asfaltata è in leggera pendenza, ben curata e serpeggia per 800 metri sui prati a pascolo dell’altipiano, dove sono presenti alcun tracce di trincee sulla destra; poi all’altezza dell’albergo ristorante Vezzena Camp diventa a traffico limitato.

 

Strada asfaltata Vezzena camp
La strada asfaltata dopo l’albergo ristorante Vezzena Camp.

 

Più avanti si compie una grande curva a gomito, che conduce ad un piccolo boschetto di abeti rossi, dov’è situato semi nascosto il Forte Busa Verle a 1504 m.s.l.m. (vedi punto su mappa 2).

 

Forte Busa Verle
Il Forte Busa Verle, panoramica.

 

L’accesso al forte per motivi di sicurezza è interdetto, ma lo si può comunque osservare dal piazzale esterno: Il forte si sviluppa in lunghezza, su due piani di cemento armato e il tetto è coperto dal terreno, per motivi difensivi mimetici; sono evidenti i segni del pesante bombardamento italiano, che hanno fatto crollare buona parte del forte, infatti fu reso quasi subito inutilizzabile all’inizio del conflitto (vedi storia sotto). Proseguendo oltre al forte si arriva alla stradina che porta alla vicina Malga Cima Verle sulla sinistra (vedi punto su mappa 3), ignorarla e continuare sulla strada principale fino al bivio scorciatoia – provinciale (vedi punto su mappa 4):

  • Un sentierino esce dalla strada, e taglia sui prati della Malga Busa Verle, per poi ricongiungersi con la strada principale, fa risparmiare un po’ di percorso, ma è più scosceso;
  • Se preferite continuare comodamente, scegliete la strada principale e ignorate questo sentierino.

 

Sentiero per i prati
Il sentiero che taglia i prati dopo il Forte Busa Verle.

 

Prendendo la strada principale, si cammina ai margini tra il boschetto e i prati, incrociando una ramificazione di strade dopo 300 metri circa (vedi punto su mappa 5):

  • Una stradina sterrata segnavia 205, esce sulla sinistra in direzione ovest, e porta alla Casa dei Guardiaboschi;
  • Un’altra stradina esce sulla destra in direzione sud, e porta alla Malga Busa Verle;
  • La via principale, avanza dritta in direzione nord, e porta al Forte Vezzena.

Dinnanzi c’è una curva a gomito, dalla quale esce sulla sinistra un sentierino segnavia 205 con indicazioni Forte Vezzena (vedi punto su mappa 6), il quale sale ripidamente dentro al bosco di abeti in direzione nord. Se volete tagliare buona parte dell’itinerario potete prendere questo sentierino, che poi si ricongiungerà alla stradina militare nell’ultimo tratto dell’itinerario (punto su mappa 9), oppure scegliere sulla via più lunga e più piacevole come recensita di seguito. Si procede quindi sulla strada principale, entrando nel bosco di abeti rossi e salendo con moderatezza per 1km, facendo attenzione al via vai di ciclisti che altamente frequentano questa strada nei periodi estivi, fino a giungere ad una curva, dalla quale esce sulla destra una stradina sterrata che scende in direzione est e porta alla Malga Marcai di sotto (vedi punto su mappa 7).

 

Deviazione Malga Marcai di Sotto
La deviazione alla Malga Marcai di Sotto.

 

Si ignora la stradina sterrata della malga e si seguita sulla strada principale, con più ripidità per 300 metri, fino ad arrivare all’inizio della strada militare per il forte, chiusa da una sbarra in legno, che esce sulla sinistra e sale in direzione nord (vedi punto su mappa 8), mentre la strada asfaltata prosegue in piano in direzione est per la Malga Marcai di Sopra.

 

Inizio stradina militare
Inizio stradina militare.

 

In questo punto ci si trova a quota 1595 m.s.l.m. e si abbandona quindi la stradina asfaltata che ci ha portato fino a qui, per prendere quella militare dal fondo ghiaioso e salendo con inclinazione costante in direzione nord all’interno del Bosco di Varagno composto in prevalenza da abeti rossi. Dopo 800 metri, a circa ¾ del percorso totale e a 1675 m.s.l.m. c’è un’altra curva a gomito, sulla quale è stata installata una panchina per chi volesse sedersi un istante a riposare. Proseguendo oltre, si avanza brevemente in falso piano, poi di nuovo salita e ancora falso piano, incurvando in direzione ovest fino al primo tornante che impartisce alla stradina una maggiore ripidità per 400 metri. Arrivati al secondo tornante, a quota 1751 m.s.l.m. è posta la lapide sbiadita in marmo del milite italiano e medaglia al valore Soini Mario, perito durante il contrattacco al forte Marcai di sopra nel maggio del 1916.

 

Lapide Soini Mario
Lapide sbiadita di Soini Mario.

 

Si riprende ad avanzare con meno pendenza in direzione ovest per 600 metri, mentre il bosco comincia a diradarsi, lasciando spazio alle friabili rocce e aprendo la vista sull’altipiano sottostante. Arrivati al tornante, il bosco è scomparso del tutto e il sentierino 205 che sale da sud (dal punto su mappa 6) si ricongiunge in questo punto, nei pressi del Pizzotto (vedi punto su mappa 9).

 

Panoramica fuori del bosco
Panoramica dell’altipiano Vezzena appena fuori del bosco.

 

Panoramica dal sentiero
Panoramica dal sentiero.

 

Panoramica dal sentiero
Panoramica dal sentiero.

 

Altipiano Vezzena
L’ altipiano Vezzena e il passo.

 

Nelle soleggiate giornate estive, questo tratto di stradina totalmente esposto può dar problemi alla vista: l’accecante luce del sole si riflette sul bianco dei sassi, meglio munirsi di occhiali e crema protettiva. L’ultima salita per arrivare alla cima è la più ripida, ma anche la più bella perché fiancheggia la cresta del Pizzo di Levico, regalando una vista sia sull’altipiano che sulla Val Sugana spettacolare. Prima dell’ultimo tornante, sulla destra si incrociano le prime tracce di baraccamenti, mentre gli ultimi 60 metri di ripida salita su roccia, presentano molte lapidi di alpinisti periti in vari anni.

 

Tracce di baracche
Tracce di baracche prima del Forte Vezzena.

 

Panoramica dal sentiero
Panoramica dal sentiero, sulla sinistra il Becco della Ceriola, dietro al Lago di Caldonazzo c’è il Marzola, mentre sullo sfondo in lontananza le bianche Dolomiti di Brenta.

 

Panoramica dal sentiero
Panoramica dal sentiero, da sinistra a destra, il Becco della Ceriola, i Laghi di Caldonazzo e Levico, dietro ai laghi il Marzola, mentre sullo sfondo in lontananza le bianche Dolomiti di Brenta, più a destra dei laghi il Busa Grande.

 

Lapide prima del forte
Una delle tante lapidi sull’ultima salita prima del forte.

 

Ultima salita
L’ultima salita prima di raggiungere la cima.

 

Panoramica vicino alla cima
Panoramica nei pressi della cima, da sinistra a destra: Il Piano di Lavarone, L’altipiano di Vezzena, il Becco della Ceriola, i Laghi di Caldonazzo e Levico, dietro ai laghi il Marzola, mentre sullo sfondo in lontananza le bianche Dolomiti di Brenta.

 

Si termina in fine al Forte Vezzena, posto sulla Cima di Vezzena o Pizzo di Levico, a 1908 m.s.l.m. (vedi punto su mappa 10).

 

Il Forte Vezzena
Il Forte Vezzena.

 

Il Forte Vezzena
Veduta panoramica del Forte Vezzena.

 

Interno forte
Interno Forte Vezzena.

 

Veduta dal tetto
Veduta dal tetto del forte Vezzena.

 

I laghi Caldonazzo e Levico
I laghi Caldonazzo e Levico e la città di Levico Terme.

 

Vista dal Spiz Vezzena
Vista dal Spiz Vezzena, dell’Altopiano dei Sette Comuni.

 

Vista dal Spiz Vezzena
La spettacolare vista panoramica dal Spiz Vezzena, sulla Val Sugana sottostante.

 

Vista dal Spiz Vezzena
Vista dal Spiz Vezzena, sulla sinistra il sentiero che sale.

 

Il Forte Vezzena sorge sulla sommità della Cima di Vezzena, conosciuta anche come Pizzo di Levico, a 1908 m.s.l.m. Il panorama da questa cima è veramente spettacolare a 360°, difficilmente se ne trovano così profondi in tutto il Veneto: a nord-ovest si ammira la parte finale della Val Sugana con i laghi di Caldonazzo e di Levico, ai piedi dei quali stanno i paesi di Levico Terme e Caldonazzo; in basso, da un dislivello di 1300 metri si ammira in lungo la Val Sugana, mentre dritto a nord si erge la Catena Monte Croce-Sette Selle. L’accesso al forte è interdetto da cartelli di divieto per motivi di sicurezza, tuttavia non ci sono recinzioni, l’esplorazione interna è a vostro rischio. E’ solidamente costruito con spesse mura in mattoni e cemento armato, su tre piani più uno crollato sotto il livello del suolo; ha resistito ai cannoneggiamenti dei grossi calibri italiani, che hanno fatto crollare il secondo piano e danneggiato il primo, rendendoli inutilizzabili già all’inizio del conflitto, ragion per cui se ne scavò uno sotto il livello del suolo (vedi storia sotto). Sulle facciate si possono notare dei tubi in ferro che escono, soprattutto al terzo piano: erano infatti le stufe dell’epoca. Il tetto del forte è ricoperto di terreno, e sopra è stata installata un’enorme croce in ferro.

In conclusione il percorso non presenta particolari difficoltà escursionistiche; è da tener presente se si fa la via lunga, come descritta in questa recensione, l’estensione del percorso ben 6,3 km. La pendenza è moderata, e in alcuni tratti ripida come nell’ultima salita; la stradina è modestamente ampia e asfaltata all’inizio, poi quando si prende quella militare si fa più stretta e dal fondo sassoso, per concludere in roccia nell’ultima salita. Le strutture di ristoro disponibili sono il Rifugio Vezzena, il Ristorante Baita al Verle, la Malga Cima Verle all’inizio, e le due malghe Marcai in seguito; non sono presenti fonti d’acqua potabile lungo la stradina, mentre come luogo per sostare, in un tornante è stato installato una panchina per sedersi.

La storia: La piana del Vezzena faceva parte della Federazioni dei Sette Comuni, una nazione indipendente sorta nel 1310 e sciolta nel 1807 per volere di Napoleone. Rimase parte della federazione fino al 1605 quando venne annessa al territorio del Trentino, e successivamente al Regno d’Italia, diventando così il confine con l’impero Austro-Ungarico.

 

Altopiano Vezzena
Foto d’epoca dell’altopiano Vezzena

 

Il Forte Busa Verle 1504 m.s.l.m. faceva parte delle sette fortificazioni dello sbarramento Lavarone-Folgaria. Costruito tra il 1907 e il 1914 in posizione strategica, venne pesantemente bombardato dall’esercito italiano, tanto che ancora oggi è possibile vedere i crateri causati dalle granate. Dopo la Strafexpedition del 1916 fu in parte ricostruito. Nel periodo fascista venne ulteriormente danneggiato per il recupero dell’acciaio. Era armato di 4 obici da 100mm su cupole girevoli, 4 cannoni da 60mm e 2 da 80mm oltre che da 15 mitragliatrici. La guarnigione era composta da 200 artiglieri e 100 fanti sotto il commando inizialmente del tenente Giebermann e successivamente del sottotenente Julius Papak.

 

 

Il forte Vezzena, conosciuto anche come Spiz di Levico o Spiz Verle, 1908 m.s.l.m. chiamato anche “l’occhio degli altipiani” fu edificato tra il 1910 e il 1914, per l’importante funzione di osservatorio. Si sviluppava in tre piani, che vennero però resi inutilizzabili dall’artiglieria italiana durante il primo anno di guerra. Furono così scavati sotto la roccia gli alloggiamenti della guarnigione. Gli italiani cercarono invano di espugnarlo più volte tra il 1915 e il 1916. Venne riparato dai danni subito dopo l’offensiva austriaca del 1916. L’attuale stato di rovina del forte è dovuto dal recupero dei materiali ferrosi nel periodo fascista. Era difeso da 5 mitragliatrici Schwarzlose da 8 mm M7/12 in due casematte corrazzate. Non era dotato di artiglieria poiché lo scopo principale del forte era di osservazione e coordinamento dell’artiglieria limitrofa dei forti austriaci, tuttavia nell’estate del 1916 fu installato all’esterno un cannone da 75mm usato anche in funzione antiaerea. Una fitta rete di reticolati completava poi la difesa esterna. La guarnigione del forte Vezzena era composta da 60 Standschützen comandati dal sottotenente Konrad Schwarz.

 

 

Print Friendly, PDF & Email
Precedente Castello d'Altaguardia - Bresimo Successivo Sas de Pere da Fech - Pozza di Fassa