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Rifugio Casera Bosconero e Laghetto delle Streghe

Rifugio Casera BosconeroDifficoltà escursionistica Itinerario naturalistico Itinerario estivo Itinerario autunnale

Regione: Veneto
Luogo
: Dolomiti / Dolomiti di Zoldo / Dolomiti Settentrionali di Zoldo / Gruppo del Bosconero.
Partenza: Possibilità di parcheggiare negli spiazzi vicino al Lago di Pontesèi (60 posti circa), a 825 m.s.l.m. e raggiungibile sia da Forno di Zoldo che da Longarone, prendendo la strada provinciale 251 (46°20’22.35″N 12°13’25.49″E). Il sentiero inizia dall’altra parte della strada provinciale, con segnavia 490 per il Rifugio Casera Bosconero.
Disponibilità di parcheggio: Alta, 60 posti al Lago di Pontesèi, e diversi ai margini della provinciale stessa.
Difficoltà percorso: Escursionistica.
Motivazione: Naturalistiche.
Quota massima: Rifugio Casera Bosconero a 1457 m.s.l.m.
Tempo percorrenza: 2h e 20 min. (sola andata).
Dislivello: 632 metri.
Pendenza media: 17,6 %
Lunghezza percorso: 3,6 km. (sola andata).
Neve/Ghiaccio: Nei periodi invernali e primaverili (dicembre-maggio).
Periodi consigliati: Estate / Autunno.
Ultimo sopraluogo: 03/10/2013
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Consigli: L’escursione al Rifugio Casera Bosconero, è indicata nei periodi estivi o meglio ancora autunnali, volendo anche in giornate coperte, dato che l’intero percorso è per la maggior parte boschivo e carente di visioni panoramiche. Se si effettua l’escursione in primavera, tener presente della mancata manutenzione del sentiero che di solito viene eseguita a fine giugno; in entrambe queste stagioni il percorso è poco frequentato ed è facile l’incontro con gli animali del bosco, e in autunno il cammino diventa molto suggestivo e solitario. Per gli amanti della natura questo itinerario regala un’occasione interessante per l’osservazione della flora e della fauna di questa selvaggia e scoscesa valle. Si raccomanda un buon allenamento alla montagna, visto che il percorso è corto in relazione al dislivello da superare, quindi molto spesso i tratti sono ripidi.

Il percorso: Vicino al Lago di Pontesèi (vedi punto su mappa 1), famoso per l’incidente avvenuto nel 1959 (vedi storia in fondo alla pagina), si attraversa con attenzione la strada provinciale, per raggiungere l’inizio del sentiero segnavia 490 (vedi punto su mappa 2).

 

Inizio sentiero 490
Inizio sentiero 490, oltre la stradina provinciale

 

Il sentiero sale serpeggiando moderatamente, per la Val de Bosconero, all’interno del fitto bosco di faggi, le quali fronde invadono spesso la via. Ci si imbatte quasi subito nel bivio 490-485 (vedi punto su mappa 3):

  • Sentiero 485, scende sulla destra verso il torrente sottostante e sale poi dall’altra parte al Susinère e al Rifugio Casera Bosconero;
  • Sentiero 490, continua a salire dritto, ed è la via più lunga ma anche la più facile per il Rifugio Casera Bosconero.

 

Sentiero 490
Sentiero 490 dentro al fitto bosco.

 

Si prosegue quindi dritti sul sentiero 490, che si fa più stretto, salendo costantemente all’interno del fitto bosco di faggi, le cui radici rendono difficile l’avanzare, fino all’incrocio con i sentieri 490-491 (vedi punto su mappa 4):

  • Sentiero 491 anello zoldano, esce sulla sinistra verso ovest e porta alla vicina Casera del Mugon;
  • Sentiero 490 anello zoldano, continua dritto verso est e porta al Rifugio Casera Bosconero;
  • Sentiero non segnato, scende a destra verso sud al sottostante torrente; questo è il sentiero che si prenderà per il ritorno dal rifugio.

Da questo incrocio, denominato pian del Mugon, che si trova a quota 1024 m.s.l.m. si prende il sentiero 490, avanzando nella valle tra leggera e ripida salita, e superando il Piain d’Angà, il Fos BoscNegre, la Kalada, mentre la vista si apre brevemente nei pressi del Ru de BoscNegre, dove fanno la comparsa i primi abeti rossi e bianchi, in tutto quasi 1km di fitto bosco ai piedi del Col de la Roa.

 

Tratto dopo il bivio 490-491
Tratto dopo il bivio 490-491.

 

Tratto dopo il bivio 490-491
All’interno del fitto bosco di faggi, tratto dopo il bivio 490-491.

 

Sentiero 490
Sentiero 490 dentro al fitto bosco.

 

Pian del Mugon
Pian del Mugon.

 

Incrocio al Pian del Mugon
Incrocio al Pian del Mugon.

 

Sentiero dopo il Pian del Mugon
Sentiero 490 dentro al fitto bosco, dopo il Pian del Mugon.

 

Sentiero dopo il Pian del Mugon
Sentiero 490 dentro al fitto bosco, dopo il Pian del Mugon.

 

Sentiero 490
Sentiero 490 dentro al fitto bosco.

 

Masso sul sentiero
Un masso caduto sul sentiero.

 

Sentiero 490
Sentiero 490 dentro al fitto bosco.

 

Di tanto in tanto si dovrà salire su dei rudimentali ponti, per oltrepassare i vari torrentelli di montagna.

 

Ponticello
Ponticello per attraversare un torrente.

 

Successivamente si punta verso sud, e la pendenza diviene decisamente più ripida, arrivando dopo 800 metri al bivio 490-Bivacco Baita Dare Copada (vedi punto su mappa 5):

  • Sentiero non segnato e difficile sale sulla sinistra in direzione nord, porta al Bivacco Dare Copada per la Forcella Le Calades, solo per escursionisti esperti;
  • Sentiero 490 continua a salire dritto in direzione sud e porta al Rifugio Casera Bosconero.

 

Ru de BoscNegre.
Sali scendi, attraversando il Ru de BoscNegre.

 

Ponticello
Ponticello per attraversare un torrente.

 

Proseguendo sul 490 si sale sempre più ripidamente, sono gli ultimi 500 metri di ardua salita che senza indugio fanno strada per il fitto bosco, fino al bivio 490-485 (vedi punto su mappa 6):

  • Sentiero 485, scende a sinistra in direzione sud, e porta alla Casera dei Zot (via che si prenderà per il ritorno);
  • Sentiero 490, continua a destra in direzione nord, porta all’ormai vicinissimo Rifugio Casera Bosconero.

Seguitando sul 490 si arriva in breve al Rifugio Casera Bosconero, a quota 1457 m.s.l.m. (vedi punto su mappa 7).

 

Ultima salita
Ultimi tratti di salita per il Rifugio Casera Bosconero.

 

Bivio 490-485
Bivio 490-485, prima di arrivare al Rifugio Casera Bosconero.

 

Il rifugio è stato trovato chiuso in questo sopraluogo ed è composto da 3 edifici separati, costruiti in pietra e legno, collocati su di una lunga radura circondata a sud dalla parete della Rocchetta Alta, mentre a est dal Sasso di Bosconero. All’esterno, nella radura, sono disposte diverse panche e alcuni tavoli, che offrono una graziosa opportunità per la sosta, manchevole però di una vista panoramica; all’entrata della radura due grandi sculture in legno accolgono i visitatori, e un cartello indicativo poco avanti illustra il progetto sperimentale del rifugio per la creazione di bioenergia dai rifiuti.

 

Entrata radura
Entrata della radura del Rifugio Casera Bosconero.

 

Rifugio Casera Bosconero
Il Rifugio Casera Bosconero.

 

Veduta Rifugio Bosconero
Veduta dal Rifugio Casera Bosconero.

 

Veduta Rifugio Bosconero
Veduta del Rifugio Casera Bosconero.

 

Cartello illustrativo
Cartello illustrativo nei pressi del Rifugio Casera Bosconero.

 

Rifugio Casera Bosconero
Il Rifugio Casera Bosconero.

 

Il ritorno: Dal Rifugio Casera Bosconero si scende al vicino bivio 490-485 (vedi punto su mappa 6), e si prende il sentiero 485 (tratto blu scuro su mappa), il quale scende ripidamente con numerosi zigzag in direzione ovest per 1 km, arrivando alla diramazione 485-C.ra Zot-C.ra del Mugon (vedi punto su mappa 8):

  • Sentiero non segnato, esce a destra in direzione nord e porta alla vicina Casera dei Zot;
  • Sentiero 485, continua in piano verso ovest e porta a Pontesèi, per il Susinère;
  • Sentiero non segnato, scende dritto in direzione nord e porta alla Casera del Mugon, congiungendosi poi al 490 per il ritorno a Pontesèi.

 

Sentiero 485
Sentiero 485 che scende dal Rifugio Casera Bosconero.

 

Diramazione 485-C.ra Zot-C.ra del Mugon
La diramazione 485-C.ra Zot-C.ra del Mugon

 

Si prende il sentiero con indicazioni per la Casera del Mugon – 490 per Pontesèi, il quale porta ad attraversare facilmente il torrente della Val de Bosconero, nei pressi di una piccola cascatella e in breve passa sopra il Laghetto delle Streghe, o Bus de BoscNegre, raggiungibile facilmente scendendo per una debole traccia.

 

Casera dei Zot
La Casera dei Zot.

 

Attraversamento
Attraversamento del Torrente.

 

Cascatella
Cascatella, attraversamento torrente.

 

Il laghetto delle streghe, o Fos BoscNegre, è di piccole dimensioni a forma di mezzaluna, circondato dal fitto bosco. Le sue acque hanno un particolare colore verde smeraldo scuro, dovuto probabilmente alle alghe che vi sono sul fondo. I rami rinsecchiti degli alberi vicini alla riva, danno un’aspetto tenebroso al lago, e contrastano con il color verde vivido dell’acqua.

 

Laghetto delle Streghe
Il Laghetto delle Streghe.

 

Laghetto delle Streghe
Le acque del Laghetto delle Streghe.

 

Panoramica laghetto
Panoramica del Laghetto delle Streghe.

 

Si rientra nel sentierino per il ritorno, in moderata salita, fino ad incrociare la fontana dell’eterna giovinezza: una fonte d’acqua tra i massi con una targa. Si prosegue sul sentierino, per 500 metri, fino a rientrare nel sentiero, segnavia 490 utilizzato all’andata (vedi punto su mappa 4).

 

Fontana della giovinezza
La Fontana dell’eterna giovinezza.

 

In conclusione il percorso non presenta difficoltà escursionistiche particolari, l’orientamento è discreto e quasi tutti i sentieri sono segnalati da cartelli, l’unico dubbio si presenta al ritorno sulla diramazione 485-C.ra Zot-C.ra del Mugon, per individuare quale traccia prendere. La pendenza è sempre ripida, data la brevità del percorso in rapporto al dislivello da superare, e il sentiero è sempre stretto, (massimo una persona per volta) e dal fondo impervio (radici ed erba). Non ci sono scorci panoramici, poiché l’intera zona è completamente immersa nel fitto bosco. L’unica struttura di ristoro disponibile è il Rifugio Casera Bosconero che tra l’altro è anche l’unico punto adatto alla sosta.

Fauna: Boschi misti faggi, abeti rossi e bianchi.

La storia: Lago di Pontesèi: E’ un bacino idroelettrico della Val Zoldana, ricavato bloccando il corso del Torrente Maè. La diga fu realizzata tra il 1955 e il 1957. Il nome deriva dal termine locale Pontesièi, (ponticelli) in riferimento ai ponti che in passato permettevano di superare la zona. In origine la diga conteneva un invaso più vasto, il quale raggiungeva la confluenza con il Torrente Maresòn. Una frana, il 22 marzo 1959, staccata dal Castellin si riversò sull’invaso sottostante, colmando parzialmente il lago; un’onda anomala superò la diga e travolse il sorvegliante Arcangelo Tiziani, il cui corpo non venne mai ritrovato. Questo incidente fu l’anticipazione di quello ben più grande che avvenne di lì a poco nelle diga del Vajont.

 

Diga di Pontesèi
La costruzione della diga, 1955 circa.

 

Rifugio Casera Bosconero: Fu ricavato da una vecchia casera, e divenne prima bivacco, grazie al CAI di Venezia, e poi ampliato in rifugio dal CAI della Val Zoldana.

 

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